Tsukimi: Guardare la luna è una tradizione nazionale in Giappone

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Watanabe Nobukazu, Women at a moon-viewing in a garden, 1891 (ukiyo-e)

Il 21 Settembre è tradizione dei giapponesi celebrare il cosiddetto Tsukimi (月見) o Otsukimi  (お見, con la ‘o’ onorifica), dai Kanji di “luna” (tsuki 月) e “guardare / vedere” (miru 見る), quindi letteralmente “vedere/guardare la luna”, nello specifico la prima luna piena d’autunno, chiamata anche Jugoya (十五夜) : i suoi Kanji, “quindici” e “notte” indicano la notte del quindicesimo giorno dell’ottavo mese del tradizionale calendario lunare giapponese, ritenuta la migliore per ammirare la luna in tutta la sua pienezza e bellezza. 

La si può chiamare persino in un altro modo : chūshū no meigetsu (中秋の名月), “luna di metà autunno”, poiché, secondo la tradizione, la quindicesima notte dell’ottavo mese è l’esatto centro della stagione autunnale, dal termine chūshū (metà autunno). 

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Hitoshi, Tsukimi (Moon Viewing), ukiyo-e
Origini storiche

E’ una tradizione che risale a circa 1000 anni fa, forse anche di più, e non ha origini autoctone, bensì cinesi, durante la dinastia Tang (618-907), poi arrivata in Giappone tra le remote epoche Nara (710-794) ed Heian (794-1185), ognuna con le proprie usanze e celebrazioni in vista di questo evento.

In passato, gli aristocratici erano soliti organizzare delle feste in cui ci si riuniva appositamente per guardare la luna, godendo di una soave musica che accompagnava l’atto della contemplazione, mentre artisti e poeti componevano opere porgendo i loro omaggi alla luna attraverso l’arte e la poesia (soprattutto waka, la poesia classica giapponese).

Con il passare del tempo e la costanza nel ricordarsi dello Tsukimi, dal periodo Edo in poi (1603-1868), lo tsukimi ha acquisito una certa popolarità fino a raggiungere la gente comune, la quale, a seguito del profilarsi dell’autunno e delle rispettive festività che prevedeva, si soffermava nei luoghi sacri per offrire riso e prodotti stagionali appena raccolti (fagioli di soia, noci, zucche, patate dolci, eccetera) alle divinità e agli spiriti protettori. 

Le città si riempivano così tanto di persone che trascorrevano la notte in festeggiamenti, che l’usanza non resistette molto a lungo, almeno fino al periodo Meiji (1868 – 1912), cedendo il passo alla modernità e a celebrazioni più tranquille.

Al giorno d’oggi, invece, si preferisce festeggiare in intimità.

Lo scopo è il medesimo, sia in Cina che in Giappone, esprimere la più sincera gratitudine per il buon raccolto che si ha avuto durante la stagione estiva e la preghiera di avere nuovamente fortuna anche nell’anno a venire.

E se, malauguratamente, la luna non dovesse essere visibile o dovesse piovere, di certo non si annullano i festeggiamenti. Questo caso prende i nomi di Mugetsu (無月 “no luna”) e Ugetsu (雨月 “pioggia e luna”).

Chikanobu Yoshu, Ladies in Waiting of the Chiyoda Palace, Full Moon in autumn, 1895
Quali pietanze vengono servite? 

I cibi che vengono serviti durante lo Tsukimi prendono il nome di tsukimi ryōri (月見料理), portatori di fortuna e colmi di significato simbolico:

  • Tsukimi dango (月見団子): il più tradizionale, piccoli e rotondi gnocchi di riso dalla candida colorazione bianca, semplici nella presentazione così come nel gusto. E’ consuetudine impilarli come se si volesse formare una piramide, la cui punta, ossia il dango che siede più in alto, potrà sfiorare la luna.
  • Tsukimi soba / udon (月見そば・月見うどん): una ciotola di soba oppure udon accompagnati da alghe nori spezzettate e un uovo crudo nel mezzo – il cui tuorlo ricorda la luna piena -, il tutto coperto da un’abbondante dose di brodo.
  • Tsukimi burgers (月見バーガー): è un piatto molto moderno rispetto agli altri, la cui spiccante caratteristica consiste nel fragrante uovo fritto tra gli ingredienti del burger. Bisogna in qualche modo perpetuare la simbologia uovo-sole, e la cosa incredibile è che ai giapponesi è piaciuto così tanto che il McDonald’s ha ideato un menù apposito.
  • Mooncakes: immancabili in un’occasione come questa, e si tratta di piccoli dolcetti di origine cinese, la cui pasta sfoglia morbida e leggermente spessa avvolge un ripieno piuttosto denso che può essere sia dolce che salato.
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Tsukimi soba. Crediti: yojimansan via Flickr
Tsukimi Burgers. Crediti: Kazua via Flickr

Mooncakes. Crediti: Mochachocolata Rita via Flickr
Cosa c’entrano i conigli con lo Tsukimi?

Il coniglio, o meglio il Coniglio Lunare (月見の兎 “tsukimi no usagi”), è un simbolo di rinascita, per questa ragione viene associato alla luna e non manca in vista dello Tsukimi, rappresentato in una moltitudine di modi, dai dolci alle stampe ukiyo-e.

Stando alle credenze folkloristiche, i conigli sono gli abitanti della luna ed è possibile, strizzando per bene gli occhi, intravederne qualcuno pestare l’impasto dei mochi armato di mazza di legno e mortaio.

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Come si festeggia?

Ci si riunisce, in famiglia o con amici, in luoghi solitamente aperti come parchi, templi, santuari, dove vi è un’ottima visuale per ammirare la luna. Si dispongono composizioni in vaso oppure si offrono i susuki 芒 (erba della pampa giapponese) come offerta agli dei e ringraziamento per aver potuto vedere la luna, ma qualora non li avessero a disposizione, vanno bene anche i fiori selvatici che crescono nella zona locale.

Fonte: Nippon, Wikipedia

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