Strappare lungo i bordi – Recensione

Strappare lungo i bordi è una serie animata Netflix ideata da Zerocalcare, con Zerocalcare e Valerio Mastandrea. Prodotto da Bao Publishing e Movimenti Production, ha esordito il 17 Novembre 2021.

Non Avendo mai letto fino ad ora nessuna opera di Zerocalcare, ma avendo avuto modo di conoscerle in maniera superficiale, non sapevo cosa ci si poteva aspettare dalla prima serie animata dell’autore. Divertente, introspettiva, diretta, cinica, riflessiva sono solo alcuni degli aggettivi con il quale si può definire Strappare lungo i bordi.

Cerchiamo di analizzarla nel profondo.

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Strappare lungo i bordi
6 Episodi Completa
Streaming: Netflix
Prodotto: Bao Publisgin e Movimenti Production

La serie racconta di un viaggio che Zerocalcare e i suoi due amici stretti, Sarah e Secco, devono affrontare. Nel corso degli episodi si susseguono racconti e flashback della vita del protagonista, passando dagli anni delle scuole medie, a quelli del liceo, fino a tornare al presente, raccontando la sua vita attraverso l’ironia e il sarcasmo che contraddistinguono il personaggio. Durante il viaggio Zerocalcare cerca in tutti i modi di distrarsi da quello che la sua coscienza (un armadillo dalle sembianze antropomorfe che lo accompagna da sempre) vuole ricordargli: il motivo per cui i tre amici si stanno dirigendo in treno verso la città di Biella.

Partendo dalla struttura della storia, la scelta dell’autore di creare un viaggio durante il quale ci vengono proposti racconti e ricordi della vita del protagonista, si rivela decisamente vincente. Attraverso questi racconti egli riesce a mettere a nudo quelle che sono le incertezze, i dubbi, le paranoie, le credenze del protagonista, ma che non sono altro che specchio della realtà. Questo viaggio può ricordare (prendendo con le dovute pinze questa affermazione) molto quello di Dante nella Divina Comedia, dove, attraversando tutti i gironi, egli ci racconta attraverso delle storie le sfaccettature dell’animo umano.

Ne esce fuori una storia diretta, schietta, che tra un’ironia e una risata denuncia uno stato di fatto non più adeguato alle esigenze attuali delle persone e che spesso va in conflitto con esse.

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Strappare lungo i bordi. Sarà forse il costante futuro incerto che ci costringe a stare attenti a non uscire dai bordi perché un errore ci porterebbe fuori strada e di conseguenza saremmo irrecuperabili. Sarà forse le briglie di una società obsoleta che alla minima fuoriuscita dai bordi ti emargina e ti calpesta. L’una non esclude l’altra.

I toni aspri e diretti della serie sono enfatizzati da un modo di raccontare incalzante e a tratti senza respiro, capace di passare da un racconto ad un altro senza che lo spettatore se ne accorga tanto da fargli perdere in alcune circostanze il filo del discorso. Mai come in questa storia mi è capitato di vedere un filo di coscienza così nitido che durante tutto il racconto cerca di sbrogliarsi, cerca di mettere ordine i pensieri che fuoriescono come un fiume in piena. Tutto ciò crea un forte legame tra spettatore e il protagonista.

La serie è un continuo crescendo fino ad arrivare al momento di rottura, l’arrivo alla meta del viaggio. Qui ci viene rivelato il motivo; qui lo spettatore travolto da un forte sentimento comprende perché fino a quel momento il protagonista cercava di non ricordare il motivo del viaggio.

In una storia così vicina a noi non poteva essere più appropriato l’utilizzo della cadenza del dialetto romano, che anche se ad alcuni può sembrare un ostacolo, dopo una puntata già crea una connessione tra lo spettatore e il racconto. A doppiaggio troviamo il nostro Zerocalcare, interprete di tutti i personaggi tranne l’armadillo, doppiato da Valerio Mastrandrea.

Per quanto riguarda il design è come vedere prendere vita un fumetto di Zerocalcare e questo potrebbe dividere il pubblico. I personaggi principali spiccano tutti di una forte personalità, tutti bene caratterizzati e ben delineati.

In conclusione, Strappare lungo i bordi, mi ripeto, è una serie divertente, introspettiva, diretta, cinica, riflessiva che riesce a far riflettere sotto tanti aspetti chi la guarda. Una serie che trova il suo unico limite solo in coloro che se lo vogliono porre. La sua visione è consigliata a tutti anche se non si conosce o non si ama Zerocalcare.

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Michele Annunziata

Sono Michele, uno studente universitario che nel tempo libero si dedica ai videogame, alle lettura di manga e alla visione di anime. L'amore per il mondo nerd è nato con Dragon Ball su Italia 1 e la Playstation One. Solo al liceo, grazie ad un amico, ho scoperto che dietro alla maggior parte degli anime si celava un manga e da li è iniziata la mia "rovina". Con gli anni ho coltivato sempre di più questa passione che ha portato a farmi notare da un giornale a tema (ComixIsland) ed a scrivere per loro fino ad oggi. Mi piace leggere per lo più shonen e seinen in ambito manga e negli ultimi anni mi sono interessato ad opere di autori italiani.

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