L’arte di correre – Recensione

L’arte di correre” di Murakami Haruki è un libro che tratta della vita dell’autore, tra la scrittura e la corsa. Potrebbe rientrare nella categoria autobiografia ma l’autore lo colloca più volentieri tra le “memorie” poiché non lo considera all’altezza, infatti lo scopo del libro non è raccontare la propria persona dagli inizi ma raccontarsi in funzione della corsa e della scrittura.

Una riflessione sul talento, sulla creatività e più in generale sulla condizione umana; l’autoritratto di uno scrittore-maratoneta, di un uomo di straordinaria determinazione, di profonda consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacita, di maniacale disciplina nel sottoporre il proprio fisico al duro esercizio della corsa.

Titolo: L’arte di correre
Autore: Murakami Haruki
Prezzo: € 11,00

Murakami ci mostra com’è nato il suo mestiere di scrittore professionista e di come la corsa abbia avuto un ruolo predominante nella creazione dei suoi romanzi in assenza del quale probabilmente non avrebbero avuto lo stesso risultato.

Il lavoro dello scrittore è quello che più si addice ad una persona solitaria la quale sceglie di prendersi del tempo per stare da solo con se stesso e con le proprie idee. Ci spiega come le sue idee fuoriescano dalla sua testa non appena l’inchiostro appare su carta, come un fiume in piena. È quello che si chiama talento e disciplina, la prima è innata mentre la seconda la si può allenare esattamente come ha fatto lui con le sue abitudini e con la corsa.

Inizialmente possedeva un jazz-club a Tōkyō. Durante la giornata il locale era un caffè dove non si servivano alcolici, la sera si trasformava in un bar e ogni fine settimana c’erano in programma spettacoli di musica dal vivo. Era un genere di locale non molto popolare ai tempi ma con costanza e dedizione era riuscito ad ottenere qualche risultato ma non appena li raggiunse decise di chiudere e mettersi alla prova come scrittore.

Murakami ci spiega anche com’è andata: nel 1° aprile del 1978 durate una partita di baseball, guarda il cielo e dice: “Voglio scrivere un romanzo”. Questo evento sembra proprio essere uscito da un libro ma le cose più belle sono anche quelle più inaspettate, senza programmarle, quelle che si chiamano coincidenze.

Il lavoro di scrittore di solito è idealizzato in modo malsano: si prendono poco cura della propria salute, dormono ad orari improponibili e simili. Murakami ci mostra che in realtà è un’immagine romanzata e al contrario, una volta cominciata la professione di scrittore cambia anche le sue abitudini: si alza presto, corre, mangia sano e dorme ad un orario corretto per ottenere un buon riposo. Lo stile di vita sano in relazione alla scrittura porta secondo lui un miglior risultato.

La corsa è stata la sua salvezza. Ha partecipato a molte maratone e il suo corpo si è allenato con molta disciplina, la sua mente si è rafforzata e i suoi romanzi ne hanno risentito positivamente. Le osservazioni che mette a punto sulla corsa mostra uno spaccato della sua personalità e della sua filosofia di vita. È quel tipo di libro che io considererei di formazione. Inoltre, come citato in precedenza, possiamo notare il fatto che lui apprezzi la musica jazz, in particolare, quando si trova a New York, gli torna in mente la famosa ballata di Vernon DukeAutumn in New York”:

Dreamers with empty hands

May sigh for exotic lands

It’s autumn in New York 

It’s good to live again.

Murakami Haruki, scrittore, traduttore, maratoneta e amante della musica jazz.

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