La fine del mondo e il paese delle meraviglie – Recensione

La fine del mondo e il paese delle meraviglie” di Murakami Haruki ci proietta in due mondi differenti, per l’appunto: “La fine del mondo” e “Il paese delle meraviglie”.

Queste due dimensioni sono le facce della stessa medaglia, esistono una in funzione dell’altra. L’esistenza di un possibile intreccio si rivela partendo dal titolo di ogni capitolo: la dimensione dai toni distopici (Il paese delle meraviglie) e la dimensione nella quale la presenza del Male non è contemplata (La fine del mondo).

Apparentemente non esiste nessun legame, nessuna analogia. Sono due mondi che viaggiano paralleli senza mai incontrarsi ma l’intreccio esiste, il nodo finale della storia.

Titolo: La fine del mondo e il paese delle meraviglie
Autore: Murakami Haruki
Prezzo: € 15,00

In una piccola e spettrale città chiusa dentro mura che la separano dal resto del mondo, vivono abitanti privi dell’ombra, dei sentimenti e del cuore, tranquilli al riparo da ogni emozione. Tra di loro, un nuovo arrivato ha il compito di leggere “i vecchi sogni” nel teschio degli unicorni, unici animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un’altra vita, di un’altra possibile dimensione. In parallelo, in un’asettica disumana e futuribile Tokyo, un uomo sarà coinvolto da uno scienziato tanto geniale quanto sconsiderato in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafore delle paure che agitano la coscienza di tutti. Ed è proprio lì, nel buio fondo della mente, che si troverà la chiave dell’enigma, la soluzione del mistero che lega i personaggi dei due mondi, che sono in realtà l’uno il riflesso dell’altro. Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni, il passaggio in entrambi i sensi, o il viaggio sarà senza ritorno?

I nomi non ci vengono rivelati, sappiamo solo i mestieri tuttavia questo non ci impedisce di avvicinarci ai personaggi, anzi, in qualche modo il loro anonimato ci permette di indagare più a fondo, qualcosa che va oltre al semplice nome. La personalità di ciascun personaggio viene ben delineata così come l’impressione che il protagonista di entrambe le dimensioni ha di loro. 

Il protagonista è un gran lettore, incentrato in particolare sulla letteratura russa. Possiamo leggere molti titoli e le sue opinioni sulle azioni dei personaggi di ciascun romanzo basandole sulla sua esperienza di vita. Un personaggio calmo, razionale e apparentemente sicuro del proprio essere e della sua posizione lavorativa in vista della vecchiaia che tanto ha immaginato e programmato. 

Murakami nemmeno questa volta si lascia scappare la possibilità di nominare, con mio grande piacere, brani jazz che tanto ama. 

Con la sua scrittura semplice ma allo stesso tempo intricata e volta a mostrare, tramite queste due storie, la natura umana, riesce a farci coinvolgere senza creare confusione tra le dimensioni. La filosofia presente in questo libro può ricordare Platone e Nietzsche, non vengono spiegate in maniera esplicita ma le si può leggere tra le righe.

La solitudine e le tenebre come metafora degli ostacoli e della tentazione, provare a non perdere il proprio Essere. Un viaggio dentro la propria coscienza. L’Io e il non Io direbbe un famoso filosofo. 

Il monologo che più mi è rimasto impresso nella mente è il seguente:

Hai detto che in questa città non ci sono conflitti, non c’è odio, non c’è avidità. Il che è una cosa magnifica. Se ne avessi l’energia farei un bell’applauso. Me se non ci sono tutte queste brutte cose, significa che non c’è nemmeno il loro contrario. La gioia, la felicità, l’amore. Se c’è la delusione è perché c’è la speranza, se c’è la tristezza è perché c’è la sua controparte, la gioia. Non esiste da nessuna parte la felicità senza delusione. Questa è la natura di cui parlo io. E poi considera l’amore. Anche riguardo a quella ragazza della biblioteca di cui parli. È probabile che tu l’ami. Ma è un sentimento che non può avere sbocchi. Perché lei non ha un cuore. È una persona senza cuore è semplicemente un’illusione che cammina. Che senso ha riuscire ad avere una persona del genere? Desideri veramente una tale vita in eterno? Diventare anche tu un’illusione? Se adesso io muoio, tu diventerai uno di loro e non potrai andartene mai più da questa città.

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