La Bandiera Giapponese : tutto ciò che devi sapere (Parte 1)

Avrai sicuramente visto la Bandiera Giapponese nei telegiornali, in fotografie o addirittura nelle emoticon di Whatsapp : quella con lo sfondo bianco e il cerchio rosso proprio al centro. Ma ti sei mai chiesto quali fossero le sue origini? Da dove proviene un così semplice, eppure in qualche modo intrigante design? Che cosa rappresenta quel cerchio rosso? In questo caso, provvederò a rispondere a tutte le tue domande.

Bandiera Giapponese
Immagine da : wikipedia.org

Storia medievale della Bandiera Giapponese

Perché non incominciare con qualche nozione di storia? 

Innanzitutto, una bandiera altro non è che il simbolo di ciò che la nazione rappresenta, dagli ideali, alla cultura, alla sua storia e al popolo stesso : tutti elementi agglomerati in un’unica bandiera che funge da specchio dell’entità nazionale a cui ci si riferisce. Il Giappone è un paese che preserva con assoluta cura le radici del proprio passato e le tradizioni che porta avanti con orgoglio da secoli remoti, quindi detiene un ricco patrimonio di storie da raccontare, sia brillanti sia oscure.

Bandiera Giapponese
Immagine di Markus Winkler

Il nome della bandiera giapponese è sempre stato Hinomaru 日の丸, scritto con i Kanji di ‘sole’ 日 e ‘cerchio’ 丸, quindi letteralmente ‘cerchio del sole’ ; mentre, ad oggi la si conosce con il nome ufficiale, Nisshōki 日章旗, ‘bandiera del sole’. In quale dei due nomi la si preferisce chiamare, ciò non cambia il fatto che ambedue si riferiscano al soprannome della nazione, il ‘Paese del Sol Levante’, legato al Giappone oramai da 1200 anni.

Nonostante il suo design possa risultare apparentemente semplice, è proprio quella semplicità ad attirare l’attenzione e a renderla riconoscibile in tutto il mondo. Tuttavia, la scelta del rettangolo bianco sullo sfondo e il cerchio rosso al centro è in uso ufficialmente solo da circa 150 anni, per cui non ci resta che andare in fondo alla questione.

Questo disegno risale all’VIII secolo, quando l’imperatore Monmu decorò la sua sala da cerimonia con una bandiera del tutto nuova, la cosiddetta Hinomaru, creata appositamente per le celebrazioni del nuovo anno, il 701, e l’inizio di una nuova era, Taihō.

C’è un’altra teoria secondo cui, durante la guerra del Genpei 源平合戦, che ebbe luogo tra il 1180 e il 1185, sia stato utilizzato un disegno simile a quello dell’Hinomaru. Questa guerra segnò la fine del periodo Heian (794 – 1185), l’ultima divisione della storia classica giapponese. L’era si concluse nel sangue quando due clan opposti, il clan Taira e il clan Minamoto, si contendevano il controllo dell’intero Giappone. I Taira, che predominavano sulla scena politica durante il periodo Heian, dichiararono guerra ai Minamoto sventolando una bandiera rossa con cerchi di luna in oro e argento, chiamata Nishiki no Mihata (錦の御旗, letteralmente ‘onorevole bandiera di broccato) nonché il simbolo della corte imperiale durante il periodo Heian. I Minamoto, in contrasto sia agli avversari che alla loro bandiera, scelsero una bandiera bianca pura. Alla fine, la guerra si concluse con la vittoria dei Minamoto, i quali stabilirono lo shōgunato (la sede principale del potere) a Kamakura. Andando avanti con la storia, i Minamoto sostituirono la precedente bandiera con una nuova, chiamata Shirachikamaru (白地赤丸, ‘cerchio rosso su sfondo bianco’) che fungeva da simbolo dell’unità nazionale. Inoltre, è una combinazione di entrambe le bandiere usate in battaglia dai Minamoto e dai Taira, e si crede che sia l’origine del disegno dell’Hinomaru.

Bandiera Giapponese
Un estratto della battaglia tra clan Minamoto e clan Taira, di Utagawa Kuniyoshi (1839 – 1841) : ukiyo-e.org

Più tardi, il Giappone si trovò ad affrontare una serie di disordini raggruppati sotto un unico nome, Sengoku Jidai 戦国時代, 1467 – 1615, ‘Periodo degli Stati Combattenti’. Questo periodo, come si deduce dal nome stesso, è segnato da innumerevoli scontri fra potenti signori feudali dell’epoca, i Daimyō, sia in terra che in mare. Ma, fortunatamente, volge al termine con un Giappone unificato e segnando l’inizio del nuovo periodo Edo (Edo Jidai 江戸時代, 1603 – 1868).

Bandiera Giapponese
La flotta di Kuki Yoshitaka nel 1593 : Wikipedia

Alla fine del XIX secolo, il Giappone incomincia a malincuore ad aprire le proprie rotte commerciali con l’estero, in particolare con alcune nazioni occidentali rigorosamente selezionate, come l’Olanda, la Cina, gli Stati Uniti e la Russia. Al momento delle importazioni ed esportazioni, per distinguersi dalle navi straniere, lo Shōgun ordinò alle navi commerciali giapponesi di innalzare la Hinomaru, il che può essere visto come il primo moderno caso in cui questa bandiera viene impiegata ufficialmente per rappresentare il Giappone al resto del mondo.

Storia Moderna della bandiera giapponese

Sebbene il Giappone si sia modernizzato durante la Restaurazione Meiji (1868, Meiji ishin 明治維新), l’idea di una bandiera nazionale sembrava un’idea ancora piuttosto lontana ai giapponesi ; dopotutto, per la prima volta nella sua storia, il Giappone ora può definirsi una nazione vera e propria, per questo aveva bisogna di una nuova bandiera che potesse mostrare al mondo la sua rinascita come potente entrata sulla scena mondiale. Ma non è solo la bandiera ad aver ottenuto un riconoscimento internazionale, anche l’inno nazionale Kimi ga yo 君が代 (‘il regno dell’imperatore’) e il sigillo imperiale sono diventati il simbolo ufficiale dello Stato. La bandiera fu innalzata per la prima volta sul terreno degli edifici governativi nell’anno 1870, dato che il Giappone iniziò ad usare il calendario gregoriano nel 1873.

Bandiera Giapponese
Apertura della Tokyo Daiichi University, di Utagawa Kuniteru, 1888 : ukiyo-e.org

Aumentando il nazionalismo giapponese, anche l’Hinomaru guadagnò maggior significato. Dopo la vittoria del Giappone nella Guerra Russo-Giapponese (1904 – 1905) e nella prima guerra Sino-Giapponese (1894 – 1895), la bandiera era permanentemente presente nelle celebrazioni ed eventi di guerra, imprimendo il sentimento nazionalista nel cuore del popolo. I libri di testo mostravano la bandiera insieme a slogan patriottici, insegnando ai bambini le virtù dell’essere un “buon giapponese”. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la bandiera divenne il simbolo dell’imperialismo nelle aree occupate dal Giappone, come il Manchukoku e le Filippine, nei cui territori erano sì permesse le bandiere locali ma gli scolari erano obbligati a cantare l’inno giapponese durante le cerimonie del mattino mentre veniva issata una bandiera giapponese.

Bandiera Giapponese
Sunrise and Boat, di Utagawa Kunisada | wikiwand
Bandiera Giapponese
One Hundred Views of Osaka, Three Great Bridges, di Utagawa Kunikazu | wikiwand

Bandiera Giapponese
Lucky Gods’ visit to ENoshima, di Utagawa Yoshiiku | wikiwand
Bandiera Giapponese
Da “Good and evil child’s hand”, “Kiyomori entrance”, di Adachi Ginbo | wikiwand

Post Seconda Guerra Mondiale con la rammaricante sconfitta e la successiva occupazione del Giappone da parte delle forze statunitensi, furono applicate regole severe per quanto riguarda i simboli patriottici come l’Hinomaru : ad esempio, per poter issare la bandiera, bisognava prima ottenere il permesso del comando militare americano. In seguito, con l’entrata in vigore della nuova Costituzione Giapponese (日本国憲法 Nihon-koku kenpō) nel 1947, alcune restrizioni sulla bandiera furono eliminate, fino alla totale rimozione avvenuta due anni dopo, cosicché chiunque poteva issare o mostrare la bandiera senza bisogno di un permesso.

A causa del ruolo esercitato dal Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, la Hinomaru è stata spesso associata al passato militarista del paese. Per questo motivo, la bandiera veniva esposta pubblicamente con minor frequenza, avendo adottato una posizione più pacifista. In fine, nel 1999, con una apposita legge sono riusciti ad ripristinare (prima di allora erano solo de-facto) sia l’Hinomaru che l’inno nazionale come simboli ufficiali del Giappone.

Bandiera Giapponese
Immagine da lonelyplanet.com

Conclusione

Questa prima parte dell’articolo si conclude qui con un approfondimento sulle origini storiche della bandiera giapponese, e se sei curioso di conoscere il resto, stay tuned per la Seconda Parte!

Fonti : tsunagujapan.com / voyapon.com

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