Karuta e lo Hyakunin Isshu: Poesie di cento poeti

Il Karuta è un nome generico che in Giappone rappresenta sia i mazzi di carte tradizionali sia i vari giochi di carte. Ci concentreremo sull’uta-garuta (scritto anche uta-karuta) e in particolare su quello competitivo.

Origini

Hyakunin Isshu (百人一首, Poesie di cento poeti) è una raccolta poetica privata la cui selezione è tradizionalmente attribuita a Fujiwara no Sadaie (o Teika), uomo politico e intellettuale vissuto a cavallo tra il XII e il XIII secolo. 

L’antologia è una selezione di cento poesie di altrettanti autori vissuti dal VII al XIII secolo. Sulla scia dell’esempio offerto dal Sanjūrokuninsen (Selezione di trentasei poeti), l’antologia in cui Fujiwara no Kintō riunì i migliori componimenti di trentasei poeti di waka, durante il periodo Kamakura invalse l’uso di comporre manuali poetici per facilitare l’apprendimento delle tecniche compositive da parte dei giovani dell’aristocrazia.
Infatti loro erano chiamati a comporre sequenze poetiche di cento poesie per dimostrare al maestro di saper applicare le stesse regole compositive dei compilatori delle antologie imperiali. A tal scopo Teika redasse Eiga no taigai (Norme essenziali per la composizione poetica) e Shūka no datai (Compendio di poesie eccelse). A differenza dei primi due manuali, l’ultimo nacque dalla raccolta di versi originariamente scritti su piccoli fogli di carta decorata e affissi alle porte scorrevoli della residenza del consuocero di Teika.

Pochi anni dopo la morte dell’imperatore Gotoba, avvenuta nel 1239, Teika apportò lievi modifiche a Hyakunin shūka e compose Ogura sansō shikishi waka (Poesie su carta decorata per la villa sul monte Ogura), titolo con cui era noto Hyakunin isshu, la sequenza poetica di cento versi che lo ha reso uno dei poeti più conosciuti e amati dai giapponesi di ogni epoca.

Agli inizi del XVIII secolo le poesie selezionate da Teika fornirono il materiale poetico di uno dei giochi di carte più amato del paese, uta-garuta, e i più famosi artisti del tempo rivaleggiarono tra di loro per raffigurare gli autori dei componimenti e i paesaggi più suggestivi delle poesie.

Hyakunin isshu continua tuttora ad entusiasmare i giapponesi e le sue rime sono incluse nei manuali scolastici di letteratura. Vengono declamate a Capodanno in molte famiglie attraverso appunto il gioco dello uta-garuta.

La prima poesia che troviamo nello Hyakunin Isshu recita come segue:

秋の田の かりほの庵の 苫をあらみ わが衣手は 露にぬれつつ

   Le fessure nel tetto di giunchi 

del riparo di fortuna 

eretto tra le risaie in autunno

fan sì che le maniche delle mie vesti

si aspergano senza sosta.

(Gosenwakashū, VI, 302) imperatore Tenji (626 – 671)

All’imperatore Tenji fu dedicato la costruzione dell’Omi Jingu (近江神宮, Ōmi Jingū) che si trova in una città nella prefettura di Shiga. Attualmente è il luogo in cui tutti i giocatori del Karuta competitivo si ritrovano per sfidarsi. All’interno della struttura sono collocati i quadri di ciascuna poesia, un luogo magico per gli appassionati!

La poesia che più mi ha toccata tra le cento presenti è la numero 33 e recita come segue:

久方の光のどけき 春の日に しづ心なく 花の散るらむ

Nei giorni di primavera

risplendono sereni in cielo

i raggi di sole.

Perché allora i fiori di ciliegio

sono tanto ansiosi di disperdersi?

(Kokinwakashū, II, 84) Ki no Tomonori (845 – 905)

In queste cento poesie ritroviamo la vera essenza delle quattro stagioni e tutte le sfumature che ruotano intorno ad esse. La sensibilità e la delicatezza che le caratterizzano ti portano ad esplorare luoghi e sensazioni mai vissute prima.

Infatti sono proprio queste sensazioni che hanno portato alcune persone ad aprire degli store dedicati allo Hyakunin Isshu. Una di quelle è Ogurasansou che si trova sparso per il Giappone tra la regione del Kansai a quella del Kantō. Propongono piatti tipici a seconda della stagione e si possono visitare luoghi citati nelle poesie grazie al loro supporto.

Il Gioco

Le carte in totale sono 200 + 1. Questa carta in più non rientra nello Hyakunin Isshu. È una poesia del Kokin Wakashū e funge da introduzione affinché i giocatori possano familiarizzare con la voce del cantore ma non solo. Il significato della poesia è come se rappresentasse l’apertura del gioco. Una volta che l’inverno è giunto a termine, i fiori non hanno più motivo di nascondersi così cominciano a sbocciare ed ecco l’arrivo della primavera.

Le duecento carte sono così formate:

  • Yomifuda tenute dal cantore; 
  • Torifuda disposte sul campo da gioco.

Il Karuta competitivo avviene uno contro uno organizzato anche a squadre. Vi è un cantore specializzato a leggere le carte e un giudice. I giocatori devono sapere a memoria tutte e cento le poesie.

Cinquanta Torifuda sono selezionate casualmente dalle cento presenti, le restanti cinquanta vengono chiamata Karafuda (Le carte fantasma). Ogni giocatore prende casualmente venticinque carte a testa, tra le cinquanta precedentemente scelte, distribuendole sul proprio territorio, sopra al tatami, rivolte verso l’alto (la disposizione è a scelta). Ai giocatori viene dato un tempo prestabilito per memorizzare tutte le carte. Il cantore, al contrario, terrà tutte e cento le carte e dovrà recitarle. Questo implica che non tutte le carte recitate saranno presenti sul territorio di gioco visto che vengono selezionate solo cinquanta tra le cento presenti.

Appena i giocatori riconoscono quale Yomifuda si sta leggendo, si mettono alla ricerca della Torifuda corrispondente. Il primo che tocca la carta corrispondente, la rimuove dal gioco. Se il giocatore “A” tocca la carta corrispondente nel territorio del giocatore “B” allora quest’ultimo riceverà una carta dal territorio del giocatore “A”. La vittoria è di chi non ha più carte nel suo terreno di gioco.

Come ogni gioco, anche questo ha delle regole e dei falli ben precisi. Nella postazione di gioco ci si mette in ginocchio sul tatami con un determinato codice d’abbigliamento infatti si indossa l’Hakama, indumento tradizionale giapponese, che assomiglia ad una gonna-pantalone lunga con delle pieghe e non bisogna esporsi troppo con la testa verso il territorio dell’altro giocatore. Questo implica uno sforzo fisico e mentale non indifferente.

Ci sono molte strategie da applicare come per esempio la possibilità di discriminare delle carte a seconda delle sillabe presenti. Tutto si basa sulla velocità, la memoria e la resistenza fisica e ovviamente la precisione della mano nel colpire la carta prima dell’avversario!

Anime, Manga e gioco online

Chihayafuru è un manga josei scritto e disegnato da Yuki Suetsugu e ha contribuito a incrementare la popolarità del karuta competitivo in Giappone. Per quanto la protagonista possa essere importante non ho potuto non concentrami sulla seconda protagonista femminile Ōe Kanade. Amante della letteratura classica giapponese e figlia di gestori di un negozio di kimono e abiti classici giapponesi, altra sua passione. Nel giocare a karuta Kanade non si concentra solo sul gioco ma anche sul significato e la storia che si celano dietro alle poesie.

Per gli interessati al gioco, sull’app-store e su google play è presente gratuitamente e si può giocare anche con giocatori reali.

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