Il Giorno della Cultura: Bunka no Hi

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The Oiran (花魁) | Crediti: matsu9292 via Flickr

Come ogni anno, il 3 Novembre è il Giorno della Cultura (Bunka no Hi, 文化の日), una festa nazionale che si tiene in tutto il Giappone al solo scopo di promuovere la cultura nazionale, le arti e l’ambito accademico, oltre che incoraggiare sentimenti di pace e armonia – com’è dichiarato dalla Costituzione Giapponese – attraverso la libertà di espressione culturale e artistica in ogni sua forma.

Tutto ciò non fa che incrementare l’interesse dei giovani giapponesi, ma anche stranieri, nei confronti della cultura tradizionale in ogni suo aspetto. Inoltre, li spinge a dare sfogo alla propria creatività in onore della lunga tradizione giapponese.

Under the Wave off Kanagawa (神奈川沖浪裏 Kanagawa oki nami ura), also known as The Great Wave | Crediti: THE MET
La storia

Il Giorno della Cultura nacque come festività pubblica nel 1948, 3 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, per commemorare a sua volta la stipulazione della Costituzione Giapponese post bellica in quello stesso giorno nel 1946, nella quale si dà importanza, appunto, ai tre valori di “pace”, “armonia” e “cultura”.

Andando a ritroso nel tempo, il 3 Novembre era già di per sé una data molto nota nella memoria collettiva giapponese. Veniva celebrato come festa nazionale nel 1868, giorno in cui cadeva il compleanno dell’allora imperatore MeijiMutsuhito, la cui carica imperiale durò dal 1867 (anno precedente alla Restaurazione Meiji) al 1912 -, infatti prese il nome di 天長節 (Tenchō-setsu).

Poi da quando l’imperatore morì nel 1912, e con esso anche l’epoca Meiji (facendo posto all’epoca Taishō con l’ascesa al trono dell’imperatore Hirohito), la festa cesso di esistere fino al 1927, quando non si decise di assegnare una data specifica alla nascita del periodo Meiji, chiamata 明治節 (Meiji-setsu), che col passare degli anni ha cambiato nuovamente nome in Bunka no Hi, nel 1948.

Samurai Gunners at Meiji Shrine on Culture Day | Crediti: Ronin Dave via Flickr
Che cosa rappresenta per il Giappone?

I festeggiamenti si concentrano in un’intera settimana, la prima di Novembre, chiamata Settimana dell’Educazione e della Cultura (教育と文化の週 Kyōiku to bunka no shū), in cui prendono parte scuole e università di tutto il paese che propongono una serie di iniziative per invogliare il pubblico ad approfondire i propri interessi culturali, sia tradizionali che moderni.

Ci sono moltissimi ragazzi che conoscono ben poco della storia nazionale, nonostante le scuole si impegnano nell’inserire un corposo programma di storia all’interno del sistema scolastico. 

Vale anche per gli adulti, che sicuramente ricordano gli eventi storici più importanti, ma di essi solo una versione parziale o riassuntiva. 

Per questa ragione, il Giorno della Cultura si rivela una circostanza memorabile, non soltanto per imparare qualcosa di nuovo o rispolverare vecchi argomenti, ma anche per trascorrere una giornata istruttiva e diversa dal solito, più divertente di una qualsiasi lezione di storia!

(家康大仁村難戦之圖) Sanada Yukimura pursues Tokugawa Ieyasu, opera di Watanabe Nobukazu| Crediti: Japan Search
Come si festeggia e quali sono gli eventi principali?

É un’occasione assolutamente perfetta per recarsi nei numerosi musei sparsi lungo la terra del Sol Levante che offrono l’ingresso gratuito e organizzano mostre su determinati periodi storici o determinati aspetti culturali.

Ma andiamo a vedere quali sono gli eventi salienti che si tengono in questa settimana:

L’Ordine della Cultura (文化勲章 Bunka-kunshō) al Palazzo Imperiale di Tokyo: è un riconoscimento in medaglia che viene conferito dall’Imperatore in carica in persona a coloro che hanno dato il loro contributo nello sviluppo e nel progresso della cultura giapponese sotto molteplici aspetti, dalla scienza, alla tecnologia, all’arte, e così via. Questa usanza fu un’idea dell’allora Primo Ministro Hiroyuki Hirota nel 1937.

Il Ministro dell’Istruzione, per il “Premio per lo sviluppo culturale”, raccomanda una lista di candidati al Primo Ministro, che esaminerà presso gli uffici del Gabinetto Nazionale, dove verrà deciso a chi sarà aggiudicato il premio.

Quest’onore non viene precluso anche a stranieri che hanno in qualche modo contribuito allo sviluppo della cultura giapponese, infatti in passato è noto che siano stati premiati 6 americani (tra cui il famoso iamatologo Donald Keene). Inoltre, va fatto notare, che il premio non fa alcuna distinzione di genere. Si può rifiutare il premio, come il caso dello scrittore Kenzaburō Ōe.

Il Primo ministro Shinzo Abe assieme ai premiati per l’Ordine della Cultura (2014)| Crediti: Art Annual Online
Akira Yoshino riceve il premio da sua maestà l’Imperatore (2012)| Crediti: 日本経済新聞
La medaglia conferita durante l’Ordine della Cultura | Crediti: pixydixy via Flickr

Festival Autunnale al Santuario Meiji: si tiene per 3 giorni di fila in cui si festeggia il compleanno dell’Imperatore Meiji attraverso un vasto repertorio di performance culturali [Danze Bugaku (舞楽), Teatro Nō (能) dai toni drammatici, Teatro Kyogen (狂言) dai toni comici, Hogaku (邦楽) musica tradizionale giapponese] e di arti marziali [Aikido (合気道)].

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Danza Bugaku | Crediti: Geert Rinkel via Flickr

Ma le esibizioni più attese sono la Yabusame (流鏑馬), tiro con l’arco a cavallo, e la cerimonia di apertura con un incontro di Sumo (相撲).

Perché proprio il santuario Meiji? Perché esso è direttamente collegato con i piani alti della società, dunque anche gli atleti scelti saranno i più abili.

Un arciere su un cavallo in corsa | Crediti: Kanji Yamada via Flickr

La Processione dei Daimyō di Hakone (箱根大名行列 Hakone Daimyō Gyōretsu) : è uno degli eventi più riconosciuti della città di Hakone, e si tratta letteralmente di una processione cappeggiata da uomini vestiti in abiti antichi (samurai, geisha, signori feudali, ecc.) lungo la via del Tokaido, che connette Tōkyō a Kyōto.

C’è una ragione ben precisa: durante il periodo Tokugawa, i daimyō erano costretti a trascorrere anni alterni ad Edo (la vecchia Tōkyō), piuttosto che nella città dove risiedevano.

Gli shogun lo chiamavano Sankin-kōtai (参勤交代), il cui scopo era quello di tenere a bada i signori feudali in caso di controversie o sfide: dunque, i daimyō dovevano avere due residenze, una nella città natale dove lasciavano mogli e figli, l’altra ad Edo dove potevano essere meglio controllati dallo shogun, il ché si rivelò un’enorme spesa economica, soprattutto perché quando passavano da Edo alla propria città, e viceversa, erano seguiti da un corteo di guardie, intrattenitori e amministratori.

Crediti: Kanko Bank

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Crediti: Hakone Zenzen

Festival dell’Età e la Danza degli Aironi (東京時代祭 Tōkyō Jidai Matsuri・白鷺の舞 Shirasagi no Mai): il Festival dell’Età si tiene sulle strade di Asakusa – dove circa 1600 persone sfilano in abiti antichi a rappresentare varie epoche storiche -, per celebrarlo in quanto importante centro culturale e storico di Tōkyō.

La Danza degli Aironi, che si tiene al Tempio Sensoji, nacque per esaltare il passaggio dalla vecchia Edo alla nuova Tōkyō, in cui 8 ballerini mascherati da aironi danzano leggiadri accompagnati dalla musica.

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Tokyo Jidai Matsuri | Crediti: Kiks Balayon via Flickr
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Dance of White Ergret | Crediti: Seiji Enokido via Flickr

ACA National Art Festival: dal 1946, l’Agenzia per gli Affari Culturali (ACA) organizza il Festival Nazionale delle Arti per permettere ad un pubblico di ampio spettro di godere delle eccezionali opere d’arte provenienti sia dal Giappone che dall’estero, incoraggiando la creatività artistica e facendo progredire le arti.

Si tratta di una serie di spettacoli ed esibizioni sponsorizzati, che riguardano teatro, musica, danza, intrattenimento popolare, drama, documentari, radio e registrazioni. Chi partecipa agli spettacoli compete con gli altri per ricevere dei premi direttamente dal Ministro dell’Educazione.

Crediti: Pinterest

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