Halloween in Giappone!

ハッピーハロウィン!Happy Halloween!

トリック・オア・トリート — Trick or Treat!

Crediti: Pinterest
Introduzione

Non poteva assolutamente mancare un articolo per quest’occasione! Oggi, 31 Ottobre, ricorre la famosa festa di Halloween, alla vigilia della festa di Ognissanti (01 Novembre), nata negli Stati Uniti d’America nel XX secolo

Sebbene tutti conoscano l’origine celtica del nome e il significato che vi è dietro, Halloween viene festeggiata per divertirsi, guadagnare quanti più dolcetti possibili e sostituire la maschera dell’io usuale con quella che ci rispecchia di più (o quella che spaventa più delle altre!). 

By Austin Pardun for Terror Threads
Che cosa ne pensa il Giappone di Halloween

Come in altri paesi del mondo, Halloween in Giappone viene considerata una festa importata dall’estero, non è qualcosa che appartiene alla cultura locale, anzi la si festeggia proprio per la stragrande popolarità che ha riscosso dalla sua nascita.

Ma non è sempre stata ben vista. Addirittura, fino a quasi 20 anni fa i giapponesi non gradivano gli stranieri che si mascheravano e camminavano per le strade o prendevano i mezzi di trasporto conciati in quel modo. 

Col passare del tempo, si è cominciato a “tollerare” (attenzione!) Halloween e tutto ciò che comportava, finché non è stata accolta dal paese diventando una delle festività più grandi del Giappone. 

Naturalmente, c’è ancora chi non approva, ma c’è anche chi non vede l’ora che questo giorno arrivi per potersi mascherare come più si preferisce.

Diciamo che Halloween è entrato in Giappone per un paio di ragioni:

  • se la guardiamo da un punto di vista materialistico, è vantaggioso per aziende, compagnie ed esercizi commerciali, i quali si impegnano in elaborate campagne pubblicitarie a tema, vendite commerciali e incassi;
  • se la guardiamo, invece, sotto un profilo sociale, è un modo per stare al passo con le culture estere, in generale con la modernità (lo stesso discorso vale per San Valentino, Natale e la Vigilia, Pasqua, eccetera). 
Photo by Nicole De Khors from Burst
La comparsa di Halloween

Halloween in Giappone arriva con qualche accenno verso gli anni 70’ quando il negozio di giocattoli Kiddy Land, in Harajuku, mette in vendita dei prodotti a tema, per poi organizzare un evento apposito circa dieci anni più tardi per incrementare la promozione (strategia che verrà imitata progressivamente anche da altri innumerevoli negozi). A quei tempi non era così conosciuto come lo è al giorno d’oggi, e alla prima parata in strada tenutasi a Omotesando c’erano più stranieri che cittadini giapponesi.

La sua popolarità crebbe quando Tokyo Disneyland ospitò un evento per Halloween nel 1997, a seguire Universal Studios pochi anni dopo. Il contributo più grande, inoltre, l’hanno dato gli smartphones e i social media.

Halloween Night Costumes in Shibuya (2014) | Crediti: tokyofashion via Flickr
Come si festeggia?

In Giappone, il periodo di Halloween ha inizio da molto prima del 31 Ottobre, giorno in cui effettivamente si festeggia, a partire da fine Settembre ed è possibile notare qualcuno che non ha perso tempo nell’indossare il suo costume.

Per Halloween, i giapponesi si sono concentrati più sui costumi che non su Dolcetto-e-Scherzetto, il ché ha senso perché bussare alle case degli altri mascherati e chiedendo dolci non è nello stile locale, soprattutto per i concetti tradizionali di rispetto, gentilezza ed educazione.

Japanese Halloween Parade, Kawasaki (2015) | Crediti: tokyofashion via Flickr

Dunque, Halloween si è trasformata più una festa adatta agli adulti che non ai bambini. Mascherandosi, gli adulti vogliono essere diversi dal loro vero e quotidiano io, vogliono una nuova identità, vogliono sentirsi liberi di socializzare senza alcun timore, mettere da parte le proprie insicurezze. Forse questa è una delle ragioni per cui Halloween è diventato così famoso in Giappone.

Crediti: Sergio Quatraro via Flickr

Di conseguenza, ci sono innumerevoli fan di Halloween che fanno cosplay! Vediamo i cosplay durante le fiere del fumetto, ad esempio, ma in Giappone abbiamo la possibilità di incrociarli nelle mega parate in maschera che si tengono ad Harajuku – una pietra miliare per otaku e cosplayers – o a Ikebukuro, Akihabara e Shibuya. Ogni anno ci sono centinaia di migliaia di ragazzi vestiti in cosplay che riempiono le strade impedendone il passaggio ai normali pedoni.

Japan Halloween 2016, Shibuya Halloween Street Party | Crediti: tokyofashion via Flickr
Japanese Halloween night 2017 | Crediti: tokyofashion via Flickr

Vengono organizzati dei party sia interni che per strada (ハロウィンパーティ, harowin paati), parate in costume, parchi a tema (tra cui i già citati Tokyo Disneyland e Universal Studios Japan), e decorazioni persino nei locali.

Il divertimento ai bambini non viene precluso, anzi le scuole elementari ci tengono ad organizzare delle piccole festicciole per coinvolgerli e farli divertire mangiando dolci, facendo dei lavoretti da portare a casa, disegnando e condividendo le caramelle. Hanno preso ispirazione dagli americani, nelle cui scuole elementari non solo i bambini possono indossare i loro costumi per tutto il giorno, ma anche i professori si travestono!

Non c’è un codice di abbigliamento da seguire. Non ci si deve necessariamente vestire da strega, scheletro, Jack lo squartatore, fantasma, eccetera. E visto che il cosplay va forte come travestimento, ecco che i giovani preferiscono mascherarsi dai propri personaggi preferiti di anime, manga e idol, film e drama.

2019 Tokyo Disney Land (Urayasu, Chiba, Giappone) | Crediti: t-mizo via Flickr
Il lato negativo dietro il divertimento

Per quanto sia davvero divertente fare cosplay assieme ad altre persone e gironzolare per le strade imitando il personaggio a cui si è ispirati per il costume, tuttavia vi sono persone irresponsabili che prendono Halloween come un’occasione per far baldoria, ubriacarsi e scatenarsi come matti.

In America abbiamo spesso visto lo scherzo del ricoprire l’esterno della casa con rotoli di carta igienica oppure lanciarsi a vicenda le uova, ma i giapponesi ci perdono la mano: spazzatura ovunque nelle strade, sangue finto schizzato sui muri, cosa assolutamente fuori luogo, perché sono rarissime le strade giapponesi sporche. 

Tuttavia, per rimediare ai disastri combinati, c’è una squadra di volontari che mostra il proprio impegno sui social con fotografie e video che mostrano quanto sia sbagliato e incivile comportarsi in questo modo, e che bisogna prendere esempio da chi si prende la briga di ripulire la confusione altrui piuttosto che ignorare.

Crediti: asashi
E per quanto riguarda il cibo?

Uno sei simboli primari di Halloween è la zucca, da usare in mille mila modi, ma in Giappone la zucca è cibo e tale rimane, eppure è facilissimo trovare nei negozi dei gadget, ornamenti e pietanze che la ritraggono, così come per altri simboli quali pipistrelli, fantasmi, streghe su scope volanti, gatti neri (che, ricordiamo, in Giappone non sono portatori di sfortuna, bensì del contrario).

Tantissimi café, ristoranti e marchi di fabbrica molto noti (Starbucks, McDonald’s, Domino’s, ecc.) offrono menù fissi a tema Halloween con piatti e dessert dalle incredibili decorazioni, che divertono grandi e piccini.

halloween
Creepy Ramen – Salmorejo studio

Non importa il vero significato di Halloween, poiché ciò che conta è come la si può evolvere a seconda del paese in cui viene introdotta e quanto ci si possa divertire!

Fonti: Tofugu, Live Japan

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