Festival di Ottobre in Giappone: il Takayama Matsuri

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Takayama Matsuri | Crediti: Katy via Flickr

Il 9 e il 10 Ottobre si è tenuto nella vecchia città di Takayama, prefettura di Gifu (una regione ad ovest del Giappone), uno dei festival autunnali più belli del paese: il Takayama Matsuri (高山祭), nato tra il XVI e il XVIII secolo, quindi tra il periodo Azuchi – Momoyama (1573-1603) e il periodo Edo / Tokugawa (1603-1868) (sebbene si ha poche informazioni al riguardo delle sue origini).

Sakurayama Hachiman-gu | Crediti: SandraOp27no2 via Flickr

Quando cade alla fine del periodo del raccolto, viene anche ricordato come Hachiman Matsuri (八幡祭), perché si incentra prettamente sul santuario Sakurayama Hachiman (桜山八幡神社 Sakurayama Hachiman-jinja), dedicato al dio della guerra Hachiman, e si usufruisce di questa occasione per rendere grazie per il buon raccolto che si ha avuto in estate e per iniziare i preparativi per l’inverno.

Inoltre, il Festival cade anche in Primavera, infatti viene celebrato il 14 e 15 Aprile che, incentrandosi sul santuario Hie o Sanno (日枝神社 Hie-jinja), prende il nome di Sanno Festival, in cui si fa la preghiera di un raccolto fruttuoso nella stagione calda. 

Dunque il Takayama Matsuri non solo è biennale, ma ha persino una doppia denominazione sia per la Primavera che per l’Autunno.

Crediti: vjac via Flickr
Come si svolge?

Durante il Takayama Matsuri, 11 matsuri yatai (祭屋台, “yatai” sta per “carri” o “carro allegorico”, perché vengono trasportati in spalla oppure vengono spinti grazie alla presenza di ruote che consentono il movimento) vengono sfilati lungo delle strade prestabilite della città per mostrare il loro splendore agli occhi dei curiosi ed emozionati spettatori, accompagnati da musica tradizionale, come il gagaku (雅楽 la musica di corte), e danze di leoni (shishimai, e i leoni non sono veri ovviamente).

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Crediti: Katy via Flickr

Crediti: Julio Escandon via Flickr

È una processione in cui partecipano migliaia di persone che indossano variopinti e tradizionali abiti del XVI secolo, come i kamishimo (上下), la tenuta da samurai, riportandoci indietro nel tempo, al periodo Edo.

Crediti: ZiJing via Flickr

Crediti: ZiJing via Flickr
Crediti: Dan via Flickr

La processione lascia il santuario Sakurayama Hachimangu il 9 Ottobre e ritorna al tempio la sera del 10 Ottobre.

Di notte, ogni yatai viene illuminato con all’incirca 100 lanterne (chōchin 提灯) che non solo fanno brillare i colori intensi del carro, ma illuminano l’oscurità tutt’intorno e offrono un supplementare tocco autunnale, cantando la tradizionale canzone d’addio intitolata “Takayama” mentre percorre la strada all’incontrario fino al santuario, infatti questa usanza prende il nome di Yoi-Matsuri (夜祭).

Yoi-Matsuri | Crediti: TokyoViews via Flickr
Yoi-Matsuri | Crediti: david.reynier via Flickr

La musica è fondamentale non solo come accompagnamento alla sfilata, ma anche per trasmettere armonia e serenità alla comunità locale. 

In uno dei carri, chiamato Hoteitai (布袋台), si può assistere a un curioso e intrigante spettacolo di marionette (絡繰り karakuri, lett. “bambole meccaniche”) che si muovono grazie a un congegno meccanico dentro il carro e sorrette da fili che le tengono sospese, frutto indubbio delle notevoli capacità e creatività degli artigiani.

Crediti: katsuzin via Flickr
Qualche curiosità sugli yatai

I primi elementari yatai che apparvero subito dopo la nascita del festival risalgono al periodo Edo, a conferma delle sue remote origini, fatti in legno laccato; poi incominciarono ad evolversi e a mutare tanto nella struttura quanto nelle decorazioni, creando al contempo un senso di comunanza fra gli uni e gli altri yatai, e mescolando elementi sia del passato che del presente.

Addirittura vi furono delle competizioni fra gli artigiani locali su chi fabbricasse lo yatai più bello e che in qualche modo rispecchiasse i gusti dell’epoca corrente. Col passare degli anni, le decorazioni divennero sempre più elaborate, come stendardi, paraventi di bambù, drappeggi, nappe, creati appositamente per donare splendore e meraviglia.

Le dimensioni degli yatai sono piuttosto grandi, perciò per poterli conservare al meglio ed evitare che venissero coinvolti in incendi, venivano smontati e conservati in magazzini costruiti in pietra. Molti cittadini di Takayama spendono tempo ed energie nella preservazione degli yatai per non perdere un’importante traccia culturale da trasmettere alle generazioni future.

Tutte le ristrutturazioni degli yatai sono state rese possibili grazie al contributo economico da parte di ricchi mercanti e imprenditori.

Circa un paio di settimane prima che cominci il Takayama Festival, ogni gruppo possessore di un yatai tiene una piccola cerimonia in cui si provvede alle decorazioni, e si suonano al calar del sole sia flauti che tamburi come a ricordare i cittadini che il festival si sta avvicinando. 

Due giorni prima, invece, si tengono le prove musicali al santuario Hachimangu, e persino una lotteria per decidere in quale ordine far sfilare gli yatai.

Crediti: migi migi via Flickr
Conclusione

Insomma, tutto viene organizzato fino al minimo dettaglio affinché a fine festival tutti gli spettatori ne abbiamo un ricordo memorabile. Basti pensare che il Takayama Festival è registrato dal 2016 come patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO.

E’ un’occasione talmente allettante, l’orgoglio di Takayama, che viene prenotato con largo anticipo il soggiorno nelle vicinanze per assistervi.

Fonti : Takayama Yatai Hozonkai, Wikipedia

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