Dicembre in Giappone: il mese dei “maestri indaffarati”

At Shibamata Taishakuten, Tokyo| Crediti: H.H. Mahal Alysheba via Flickr
Introduzione

Per il vecchio calendario è il primo mese dell’anno, per il nuovo invece l’ultimo. Il freddo cresce severo, irrigidisce i corpi e la gente indugia sempre meno per strada: allora dicembre è kukan苦寒, ossia la fatica che il freddo intensifica e accompagna. E’ anche harumachi-zuki 春待月, il «mese che attende la primavera», e insieme kureko-zuki 暮古月, «l’avvento del Capodanno», dicitura usata in contrapposizione a kureshizuki 暮新月, che invece intende proprio le celebrazioni di inaugurazione dell’anno.

I bonzi che si danno da fare evocati nell’antico nome di dicembre si dice che siano intenti ai preparativi di Capodanno e in particolare alle numerose cerimonie buddhiste che serve officiare per scavalcare il ciclo dei mesi. Dicembre è tuttavia anche goku-getsu 極月 : il kanji di «mese» 月 è preceduto da «estremo» 極, il mese che raggiunge l’estremità, l’ultimo prima del cambio di data. Due le interpretazioni per l’altro nome rō-getsu 朧月, «il mese delle candele»: una ricorda che l’8 dicembre è il giorno in cui Buddha raggiunge il nirvana, l’altra rimanda all’origine cinese di 朧, carattere della congiunzione. Dicembre, insomma, come limite che collega il nuovo anno al precedente.

Paragrafo da Tokyo tutto l’anno. Viaggio sentimentale nella grande metropoli, di Laura Imai Messina

Dicembre è arrivato, incredibile come sia volato il tempo, non è vero? 

L’inverno è ormai alle porte e con esso l’atmosfera natalizia che già si fa largo tra le case, nei bar, nelle tazze fumanti di cioccolata calda e profumo di marzapane proveniente dalla cucina, annunciando l’imminente fine di quest’anno.

Definizione di Shiwasu

Il mese di Dicembre (十二月, じゅうにがつ, jūnigatsu, il «dodicesimo mese») in Giappone è chiamato in tanti modi, come leggiamo dal paragrafo riportato in alto, tra cui 師走 (しわす, shiwasu), che tradotto letteralmente significa «i maestri corrono» oppure «i maestri che corrono», ma se vogliamo andare per interpretazione lo si può anche tradurre come «i maestri indaffarati». 

Fun fact: ogni mese del calendario ha una terminologia antica che ormai non si usa più, ma viene ugualmente ricordata poiché parte nel patrimonio storico-culturale dei giapponesi.

I Kanji di cui è composto sono:

  • 師・し → maestro, insegnante, monaco, sacerdote, il mentore di qualcuno
  • 走・わす → correre (viene dal verbo 走る・はしる hashiru)

Storici e linguisti, incuriositi dal significato recondito e dall’etimologia del termine, elaborarono numerose teorie, tra le quali una sembra avvalorare i fatti: probabilmente 師走 proviene da 師馳す (しはす – shihasu), ad indicare quel particolare periodo dell’anno, l’ultimo mese appunto, in cui i maestri monaci viaggiavano tra Oriente e Occidente consegnando i sutra a tutte le famiglie del paese.

Un’altra teoria affonda le radici nel XVIII secolo, quando le famiglie giapponesi erano solite far visita ai santuari per venerare gli antenati alla vigilia del nuovo anno, e assistevano al frenetico andirivieni dei maestri e degli propri allievi che si occupavano delle faccende di fine anno.

Fa strano pensare alla figura del maestro, di per sé calma e saggia, che va di corsa da una parte all’altra cercando di gestire il bel da farsi, così da non sovraccaricare troppo gli allievi, quotidianamente impegnati con i rispettivi compiti giornalieri.

In più, non è inusuale usare l’espressione shiwasu per definire una persona molto affaccendata in questo momento dell’anno. 

Crediti: yoshi 5963 via Flickr
Che cosa significa?

Dunque, Dicembre è un mese estremamente impegnativo, perché si vuole portare a termine tutto ciò che è stato lasciato a metà o in sospeso. 

Facendo riferimento alla sfera lavorativa e a quella universitaria, puoi approfittare per recuperare la tua media scolastica, finire dei progetti incompleti, riprendere dei lavori lasciati incompiuti o rivalutare determinate opportunità, pagare gli arretrati, restituire ciò che hai preso in prestito. 

Secondo le credenze popolari, portarsi dietro i “vecchi affari” nel nuovo anno non è di buon auspicio, quindi seguendo questo ragionamento bisogna porvi rimedio prima che sia troppo tardi. E’ meglio perdere le cattivi abitudini del passato e accoglierne delle altre, più fruttuose e positive, in prospettiva di un nuovo inizio.

dicembre
「師走 十二月の内 餅つき」, Utagawa Kunisada, 1854 |Crediti: Ukiyo-e.org

Parlando della sfera domestica, ad esempio, prima del giorno di Capodanno le famiglie giapponesi si cimentano nelle grandi pulizie, chiamate 大掃除 (ō-sōji, dai kani di 大 “grande” e 掃除 “pulire”), un rituale tradizionale e meticoloso da mettere in pratica in casa, in ufficio oppure in studio. In questo rituale tutti i componenti del nucleo familiare partecipano, nessuno escluso! 

Il termine assomiglia all’espressione occidentale e maggiormente conosciuta come “pulizie di primavera”, ma entrambe hanno in comune l’idea di garantire un ambiente pulito e ben ordinato sia fisico che mentale

Fun fact n° 2: non fai un favore solo a te stesso, pulendo da cima a fondo la tua casa, ma anche agli dei che vegliano sopra le nostre teste, quindi è un altro modo di offrire il proprio rispetto alle divinità.

Una divinità nello specifico, Toshigami (年神), non soltanto porta letteralmente il nuovo anno (dai Kanji di 年 “anno” e 神 “dio”), ma può persino incarnarsi nello spirito di un antenato, per cui è assolutamente scorte lasciare che egli sia testimone di uno stato di disordine nella propria abitazione.

Attenzione: non rimandate le pulizie agli ultimi giorni di Dicembre, 30 e 31, se non volete peccare di maleducazione con le divinità per esservi ricordati all’ultimo minuto!

Infine, parlando della sfera emotiva, considera la possibilità di risolvere questioni irrisolte con un partner o con un amico, recuperare un’amicizia che si è persa per strada con il tempo, chiarirsi dei dubbi, valutare un rapporto.

dicembre
Wind blowing down Tsukuba, Hiroaki Takahashi | Crediti: Ukiyo-e.org
dicembre
The Twelfth Month: Housecleaning, the Bean-throwing Ritual (Shiwasu, Susutori, Setsubun), from an untitled series of Day and Night Scenes of the Twelve Months, Katsukawa Shunsho, 1772-1775 | Crediti: Ukiyo-e.org
Shiwasu- December, Migita Toshihide, 1901| Crediti: Ukiyo-e.org

Conclusione

Insomma, è evidente che Dicembre è il cosiddetto mese delle corse, anche se, immaginando una città come Tokyo perennemente movimentata e che non conosce limiti neanche di notte, non dovrebbe sorprenderci affatto!

E voi, invece, che ne pensate? Avete già riflettuto su che cosa vi ha lasciato quest’anno e cosa eventualmente vi aspettate dal nuovo?

Potrebbe interessarvi anche: Shichi Go San: Una festa per celebrare la crescita dei bambini

Se volete rimanere sempre aggiornati su tutte le news e le recensioni, vi invitiamo a seguirci sul nostro canale Telegram.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.