Aisatsu: in Giappone c’è un “saluto” per tutte le occasioni!

Aisatsu
Crediti per l’immagine : National Geographic

Introduzione. Nel titolo vi propongo immediatamente una parola emblematica nella cultura giapponese, una componente essenziale che trasuda unicità pensando al Paese del Sol Levante : “aisatsu 挨拶・あいさつ” che significa “saluto“.

Attenzione : non dobbiamo soffermarci al singolo “ciao” o “come va?”, poiché con “aisatsu” noi intendiamo la cordialità – propria del Giappone – che si manifesta in molteplici forme per ogni contesto. Vale a dire, per ogni occasione i giapponesi hanno un saluto apposito che, tra l’altro, può mutare grammaticalmente in base al registro della conversazione, quindi in base alla persona con cui stiamo parlando (sia un insegnante, un parente, un fratello, un amico, etc.) bisognerà rispondere nella maniera corretta.

In Giappone, gli aisatsu sono una delle primissime cose che vengono insegnate ai bambini in tenera età, per illustrare loro la giusta etichetta nelle differenti situazioni del quotidiano. Non è soltanto una forma di rispetto (come, per esempio, uno studente che saluta uno studente più grande di lui oppure un professore), ma anche un modo per infondere energia positiva e creare un ambiente piacevole in cui promuovere la comunicazione, magari tra colleghi di lavoro, tra gruppi di amici, e così via.

Una cosa interessante è che i giapponesi non sono soliti stringere la mano anzi, è loro costume quello di inchinarsi (fun fact : più ti inchini, più rispetto stai portando al tuo interlocutore, ma non esagerare arrivando a toccare il pavimento con la testa, non serve essere pomposi! Se poi accenni un lieve inclinare della testa sembra che tu stia soltanto annuendo XD) .

I diversi gradi di rispetto si esprimono attraverso il linguaggio onorifico (keigo 敬語) e/o del linguaggio colloquiale (kougo 口語) : non è affatto semplice, neanche per i parlanti nativi, i quali devono stare ben attenti a quale registro usare. Di sicuro, per gli stranieri si è tolleranti quando commettono degli errori, ma almeno gli viene riconosciuto lo sforzo!

Dopo questa premessa, diamo un’occhiata agli aisatsu!

はい・うん・ええ (hai, un, ee) : il primo è più formale e “normale” degli altri due. はい sta per “sì”, mentre うん è una risposta casuale o usuale e sta letteralmente per “yeah, yep”, usato con amici, conoscenti o comunque con persone con cui si ha una certa confidenza. ええ è cordiale ed elegante, quasi quanto はい, e sono interscambiabili. Diciamo che はい lo si usa più a scuola, ma anche in normali contesti (quando l’insegnante chiama il tuo nome per l’appello, ad esempio) ; mentre con ええ è importante l’accento del tuo tono, nel senso che devi avere un’intonazione piatta, leggermente calante, per riconoscerla in quanto affermazione, ma se alzi il tono dell’ultima ‘e’ è come se stessi esprimendo sorpresa (えっ!).

いいえ・ううん (iie, uun) : il primo è un formale “no”, mentre il secondo è informale.

おはよう・おはようございます (ohayou, ohayou gozaimasu) : おはよう viene approssimativamente tradotto con “buongiorno” ed usato in quella fascia oraria che va dal mattino fino all’ora di pranzo. Nella parola non è insito il carattere di “mattina”, tuttavia, la base è hayai 早い che significa “presto”. Per un saluto informale, quindi con amici stretti o la propria famiglia, puoi omettere il ございます, mentre per un saluto formale, quindi tutte le persone che sono al di fuori della propria cerchia ristretta e quelli più grandi di te, userai la frase completa おはようございます. Spesso e volentieri, ohayō gozaimasu lo si usa a tutte le ore del giorno in particolari contesti, per esempio se sul luogo di lavoro saluti qualcuno per la prima volta oppure al tuo ingresso.

こんにちは (konnichiwa) : l’avrete sentita un’infinità di volte, magari negli anime e viene tradotto come un qualsiasi “ciao”, “buona giornata”, “buon pomeriggio”, usato prevalentemente nella fascia oraria pomeridiana. Viene scritto in hiragana, anche se vi è il corrispettivo in kanji 今日は, dove il primo è il kanji di “oggi”, e il secondo è di “giorno” o “sole”, perciò ha senso usarlo fin tanto che il sole ancora splende. Quel は (ha) alla fine della parola altro non è che la particella usata per connettere le singole parti delle frasi ; inoltre, viene posta dopo il soggetto per marcarlo. Si pronuncia come わ (wa), ma essendo una particella ha una sua funzione ben precisa. Konnichiwa può essere usato in qualsiasi situazione e con chiunque, ma se vuoi essere più ‘easy-peasy’ con i tuoi amici, puoi usare saluti più casuali.

こんばんは (konbanwa) : viene usato nella fascia oraria serale, tradotto come “buona sera”, anche se letteralmente sta per “stanotte”. E’ più formale di konnichiwa, quindi non lo si usa con conoscenze strette. La regola del は (ha) funziona allo stesso modo anche qui. Il corrispettivo in kanji, sebbene venga comunemente scritto in hiragana, è 今晩は : 今 “oggi”, 晩 “sera, notte”.

元気ですかお元気ですか (genkidesuka, ogenkidesuka) : significa “come stai? / come va?” e lo puoi attaccare ai precedenti saluti = おはよう、元気ですか。(ohayou, genkidesuka?)・ おはようございます、お元気ですか。(ohayougozaimasu, ogenkidesuka?)・ こんにちは元気ですか。(konnichiwa genkidesuka?)・ こんばんは元気ですか (konbanwa genkidesuka?)。元気ですか (genkidesuka) è informale o “normale”, mentre お元気ですか è formale per via di quella お (o) messa prima e che alza il livello di formalità della domanda. Infine, per una domanda ancora più informale puoi dire 元気? (genki?).

元気です・元気だ (genkidesu, genkida) : se qualcuno ti chiede come stai, tu rispondi 元気です che sta per “bene / sto bene” ; se un amico ti chiede come stai in forma colloquiale, la risposta sarà 元気だ, dove il だ (da) è la forma piana del です e dà il senso di casualità. Inoltre, ci sono 元気で・元気でね (genkide, genkidene) “stammi bene” o “take care”.

ありがとう・ありがとうございます (arigatou, arigatougozaimasu) : significa semplicemente “grazie / grazie tante”. In base alla presenza o meno del ございます capite il grado di formalità, come abbiamo già visto per おはようございます.

さようなら (sayounara) : è una delle parole più conosciute in giapponese, ma non è così usato come altri modi per dirsi ‘arrivederci’ o ‘addio’. Al giorno d’oggi è più comune di ごきげんよう (gokigenyou) che significa “congedarsi, accomiatarsi”, quindi salutarsi / dirsi addio per un lungo periodo (se fai un viaggio, se lasci il paese o se non vedrai qualcuno per un bel pò di tempo) sapendo che non vi rivedrete per molto. Tra gli amici, lo avrete visto negli anime o nei film d’animazione, si usano バイバイ (baibai) bye-bye, じゃあね (jaane), またね (matane) ci vediamo (ancora), じゃあ、また (jaa, mata) ci vediamo in giro / ci vediamo presto, じゃ、またとで (jaa, matatode) ci vediamo dopo.

おやすみ(なさい) : letteralmente significa “riposa, per favore” oppure “fa buon riposo”, ma il suo significato principale è “buonanotte” quando andiamo a dormire. おやすみ è colloquiale, quindi quel なさい lo rende più formale.

いってきます・いってらっしゃい (ittekimasu, itterasshai) : questo è un saluto preciso per chi esce di casa o dall’ufficio. La persona che esce dice いってきます, letteralmente “vado e torno”, mentre la persona che sta in casa risponde いってらっしゃい, letteralmente “per favore, va e torna” oppure “buona giornata!”. Vengono usati nel quotidiano ma solo in contesti in cui, appunto, sai di andare e tornare.

ただいま・おかえりなさい (tadaima, okaerinasai) : quest’altro è uno scambio di battute tra te che ritorni e la persona che è rimasta a casa. Quando ritorni dici ただいま “Sono a casa” oppure “Sono tornato”, mentre la persona che ti accoglie dice おかえり (informale) – おかえりなさい (formale) ossia “ben tornato”.

おつかれ・おつかれさま・おつかれさまでした (otsukare, otsukaresama, otsukaresamadeshita) : viene usato sul luogo di lavoro, come a dire “bel lavoro”, quindi la persona che te lo dice sta apprezzando lo sforzo, l’impegno per il lavoro svolto (da qui l’uso del verbo tsukareru 疲れる “stancarsi”).

いらっしゃいませ (irasshaimase) : i dipendenti di negozi e ristoranti lo usano per accogliere i clienti in maniera entusiasta e di solito non è necessaria una risposta, al massimo un piccolo inchino col capo.

しつれいします (shitsureishimasu) : è un saluto formale usato nei confronti del proprio superiore in segno di rispetto, anche per insegnanti e dottori. Significa letteralmente “scusami / mi scusi (se me ne vado prima)”, quando torni a casa prima di un tuo collega, magari più avanti di te nel lavoro, o del tuo boss. Non è educato lasciare il posto di lavoro senza averlo detto, a meno che non sei proprio l’unico rimasto in ufficio e non hai nessuno a cui dirlo a parte la tua scrivania XD.

E tu quanti aisatsu conoscevi? Commenta qui sotto!

Fonti : Go!Go!NihonVoyapon

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