Ace of Hearts 1 – Prime impressioni

Tra i grandi colossi degli shonen Manga giapponesi, nel nostro Paese, cercano di farsi strada anche i manga italiani e tra questi c’è “Ace of Hearts“, opera di debutto della giovanissima Shiru Midoriiro.

Il 9 Aprile, infatti, è uscito il primo volume nelle fumetterie e librerie grazie a Shockdom.

Shockdom
Titolo: Ace of Hearts 1
Autore: Shiru Midoriiro
Collana: Kasaobake
Misure: 13×18
Pagine: 192
Prezzo: 8,00€

Trama e Personaggi
La storia inizia quando i giovani Lian e Noha si intrufolano in un collegio, non avendo più un luogo in cui stare. Lian è dovuto fuggire dopo un misterioso attacco nella magione in cui abitava, mentre Noha sembra non abbia mai avuto una casa. Il collegio è gestito da Monsieur Kimmer, un misterioso uomo che decide di accogliere i due ragazzi nel proprio istituto. Così comincia la nuova vita di Lian e Noha nel collegio, ma la tranquillità non è destinata a durare. I due ragazzi, infatti, sono dei “sindromati”, ovvero posseggono particolari capacità che li rende ricercati dall’esercito. Come se non bastasse, la sindrome di Lian è molto rara, e il ragazzo fatica a controllarla, finendo per creare caos all’interno dell’istituto arrivando perfino a danneggiare la salute di un ragazzino. Eppure, nonostante ciò, Monsieur Kimmer sembra intenzionato a mantenere il segreto. Quale sarà il suo scopo? E come mai Lian attira così tanto l’interesse del misterioso Leroi? E qual è la vera natura della sindrome di Lian?

La storia realizzata da Midoriiro inizia col primo capitolo in modo leggero, per poi pagina dopo pagina raggiungere toni sempre più cupi e macabri.
Veniamo trascinati in un mondo fatto di mistero, guerra, sangue, mitologia egizia dal quale, dopo la fine del volume, ne usciamo con molte domande.

Il punto cardine della storia è la lotta tra l’esercito e i sindromati (individui nati sotto la “sindrome” di un animale sacro ad una divinità egizia) ed il tutto è narrato da Vanil Ndieye, un ragazzino che viveva nel collegio. Ad enfatizzare ancor di più il fatto che si tratta di un racconto fatto da terzi, ogni capitolo rappresenta una lettera che Ndieye invia ad un misterioso destinatario.

“Non vorrei annoiarvi con questa lettera…ma…credo che ne scriverò tante altre…Mio caro destinatario, spero che voi abbiate il coraggio di leggerle tutte.”

Anche se ci troviamo solo all’inizio di questa avventura sono vari i personaggi apparsi, ognuno avvolto da un forte alone di mistero, facendo cogliere al lettore solo la superficie di essi. Questo ovviamente spinge il lettore a leggere i volumi successivi per scoprirli in toto.
I vari personaggi, misteriosi e cupi, inoltre, diventano protagonisti di divertenti gag e questo va ad alleggerire l’atmosfera narrativa e rende la storia molto più fresca e godibile senza intaccare la sua credibilità.

Disegni
Il tratto sporco e non sempre preciso si sposa bene con l’ambientazione cupa e gotica del manga.
Si evince una padronanza del disegno notevole, ammirevole per la giovane età dell’autrice, passando da uno stile chibi, divertente di alcune tavole a primi piani e sfondi davvero ben fatti e curati.

Si percepisce molto l’influenza degli shonen giapponesi, in particolare si nota un certa somiglianza con lo stile di Jun Mochizuki, autrice di Pandora Hearts e The Case Study of Vanitas.
Durante la lettura può risaltare all’occhio qualche imprecisione, è pur sempre un volume di debutto e ci sono tutte le basi per un miglioramento.

Conclusioni
Un primo volume che getta le basi per una storia interessante e sicuramente da non perdere per gli amanti del genere.
Uno shonen manga tutto italiano che strizza l’occhio agli shonen giapponesi pur rimanendo originale e non incappando in molti clichè del genere.


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Fortuna Guastaferro

Sono Fortuna (Fonzi), una studentessa universitaria che nel tempo libero si dedica alla lettura di manga, libri e alla visione di anime. L’amore verso i manga ed anime inizia da bambina quando, ancora ignara di tutto, guardavo i cartoni alla tv con occhi a cuoricino. Solo però al liceo ho iniziato a comprare i miei primi manga e ad avvicinarmi a questo mondo. Per i libri il discorso è un po’ diverso, infatti è fin da bambina che ne leggo, ma non sono, attualmente, una divoratrice di libri come invece di manga. Amo leggere di tutto, ma per quanto riguarda i manga prediligo shojo, shonen e seinen, mentre per i libri il genere fantasy, giallo. Grazie a Michele ho iniziato a scrivere anche io per ComixIsland, ma ad oggi mi dedico esclusivamente al sito e i nostri social.

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